BLS and First Aid

Le più comuni emergenze saranno trattate in questo corso seguendo lo schema di priorità: A-B-C-D-E. Le alterazioni, in ordine di pericolosità, sono infatti:

  • A (Airway): vie aeree;
  • B (Breathing): respirazione;
  • C (Circulation): circolazione;
  • D (Disability): disabilità neurologica;
  • E (Exposure): esposizione per valutazione testa piedi.

Questo corso include l’addestramento per l’utilizzo del defibrillatore, senza il rilascio dell’autorizzazione del 118 (registrazione presso l’albo regionale). È infati risaputo che, nell’ipotesi di arresto cardiaco improvviso, è decisiva e discriminante la tempestività d’intervento con RCP e defibrillazione. L’articolo 1 della legge numero 120 del 3 Aprile 2001 comma 1, recita: “È consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare”.

Il Defibrillatore semiautomatico (DAE) è uno strumento elettronico computerizzato di semplicissimo impiego che fornisce automaticamente all’operatore la diagnosi e la quantità di energia da somministrare nel caso concreto. La sua introduzione nel mercato pone l’interrogativo sui limiti entro i quali l’impiego di tale strumento sia consentito o meno dal soccorritore occasionale. In Italia, se non si è un medico, per poter utilizzare un defibrillatore semiautomatico è richiesta l’autorizzazione rilasciata dal 118 secondo quanto previsto dal D.M. del 18/03/2011, previo un corso di formazione BLSD effettuato da un’agenzia accreditata in Regione. Ma è proprio necessaria questa autorizzazione? La domanda che viene posta è quindi la seguente: la defibrillazione effettuata con l’impiego di un DAE costituisce “atto medico”? La risposta arriva da autorevoli esperti in ambito medico-legale (Medici docenti universitari, Avvocati, Giudici e Presidenti di Tribunali) che di seguito si riassume:

L’utilizzo del DAE, non solo è un obbligo morale, ma anche giuridico di prestare soccorso in applicazione l’Art. 51 del C.P., che esclude la punibilità di chi abbia commesso un reato (nel caso di specie, l’esercizio abusivo di una professione) nell’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica. Viene in rilevo anche l’Art. 54 C.P., che esclude la punibilità di chi abbia agito “per salvare altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona”.

Quindi, in situazioni di urgenza obiettiva o erroneamente e incolpevolmente supposta, la defibrillazione messa in atto da un soggetto non sanitario non costituisce reato e rappresenta attività lecita.

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